Bere caffè ogni giorno: ecco come influisce sul colesterolo

Salute

Bere caffè ogni giorno: ecco come influisce sul colesterolo

Claudia Ferrara16 Aprile 2026 · 5 min lettura

Il consumo quotidiano di caffè è una pratica diffusa in tutto il mondo, ma gli effetti sulla salute, e in particolare sul colesterolo, sono oggetto di dibattito. Recenti studi hanno dimostrato che il caffè può influenzare i livelli di colesterolo in modi inaspettati, suscitando l’interesse di nutrizionisti e medici.

Il caffè e i suoi componenti: cosa c’è da sapere?

Quando sorseggi una tazzina al mattino, forse non pensi a ciò che contiene davvero il caffè. Oltre alla caffeina, che contribuisce a tenerti sveglio e attento, il caffè racchiude una varietà di composti chimici. Tra questi, spiccano i diterpeni, come cafestolo e caveolo, che si trovano naturalmente nei chicchi.

Questi composti hanno attirato l’attenzione degli studiosi perché possono influenzare diversi aspetti della salute generale. Oltre ai diterpeni, il caffè contiene antiossidanti, alcune vitamine del gruppo B e minerali quali potassio e magnesio. La presenza di antiossidanti, in particolare, è spesso associata a effetti protettivi sul sistema cardiovascolare.

Tuttavia, non tutti i componenti del caffè sono benefici allo stesso modo. La caffeina, ad esempio, è responsabile della classica “sferzata” di energia, ma può anche alterare la pressione sanguigna se consumata in eccesso. Per quanto riguarda i diterpeni, il loro impatto è più sottile e si lega soprattutto alla questione del colesterolo.

Qual è la relazione tra caffè e colesterolo?

La connessione tra caffè e livelli di colesterolo è emersa negli ultimi decenni grazie a numerose ricerche scientifiche. Due composti, cafestolo e caveolo, sono stati identificati come responsabili principali dell’aumento del colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Questi diterpeni agiscono sul fegato, riducendo l’efficienza con cui il corpo elimina il colesterolo dal sangue.

È interessante notare che il modo in cui prepari il caffè influisce notevolmente sulla quantità di diterpeni che si ritrova nella bevanda finale. Secondo uno studio norvegese del 2022 condotto su oltre 21.000 adulti, chi consuma regolarmente espresso mostra livelli leggermente più elevati di colesterolo totale, con una differenza più evidente negli uomini. Lo stesso studio suggerisce che la preparazione del caffè può essere più determinante della quantità consumata.

Nonostante questo effetto, la maggior parte delle ricerche osservazionali concorda sul fatto che bere caffè regolarmente è associato a un rischio cardiovascolare globale ridotto, probabilmente grazie agli antiossidanti presenti nella bevanda. Questo equilibrio tra rischi e benefici rende il rapporto tra caffè e colesterolo particolarmente complesso e interessante.

Bere caffè: effetti a lungo termine sui livelli di colesterolo

Se ti preoccupa l’effetto a lungo termine del caffè sul colesterolo, sappi che la risposta dipende da diversi fattori. Da un lato, l’assunzione quotidiana di diterpeni può portare a un modesto aumento del colesterolo LDL, soprattutto se preferisci caffè preparati senza filtro, come il bollito o la french press.

Dall’altro, la maggior parte degli studi a lungo termine non ha riscontrato un aumento significativo degli eventi cardiovascolari tra chi beve abitualmente caffè. Questo perché gli effetti positivi derivanti dagli antiossidanti sembrano controbilanciare, almeno in parte, quelli meno favorevoli dei diterpeni.

È importante ricordare che la risposta individuale può variare: alcune persone sono più sensibili agli effetti del caffè sul colesterolo rispetto ad altre. Inoltre, lo stile di vita, l’alimentazione e la predisposizione genetica giocano un ruolo importante nel determinare il reale impatto della bevanda sulla salute cardiovascolare.

Ci sono differenze tra caffè filtrato e caffè non filtrato?

Non tutti i caffè sono uguali quando si parla di effetti sui lipidi nel sangue. Il metodo di preparazione fa la differenza. Il caffè filtrato, come quello ottenuto con la classica macchina a filtro o il caffè americano, trattiene la maggior parte dei diterpeni grazie all’azione del filtro di carta. Questo significa che la quantità di cafestolo e caveolo che raggiunge la tazzina è minima, riducendo l’impatto sul colesterolo.

Al contrario, il caffè non filtrato, come quello bollito, preparato con la french press o con il metodo scandinavo, contiene una concentrazione molto più elevata di diterpeni. Anche il caffè espresso, pur essendo tecnicamente filtrato, contiene quantità intermedie di queste sostanze, tanto che lo studio norvegese citato ha evidenziato una correlazione tra il consumo di espresso e un lieve aumento del colesterolo totale.

La moka, invece, rappresenta una via di mezzo: il filtro in metallo trattiene solo parzialmente i diterpeni, ma la quantità che si ritrova nella bevanda è comunque inferiore rispetto ai metodi completamente privi di filtro. Il caffè solubile, infine, contiene dosi trascurabili di diterpeni e non sembra influenzare i livelli lipidici.

In sostanza, se vuoi ridurre il rischio di vedere aumentare il colesterolo, potresti preferire metodi di preparazione che prevedono un filtraggio efficace. Puoi approfondire la questione anche sulla pagina dedicata al caffè su Wikipedia, che offre una panoramica dettagliata sulle diverse tecniche di estrazione.

Consigli per un consumo consapevole di caffè

Se ami bere caffè quotidianamente, puoi continuare a farlo con qualche accortezza. Prima di tutto, scegli il metodo di preparazione più adatto: il caffè filtrato o solubile è ideale se il tuo obiettivo è limitare l’assunzione di diterpeni. Anche la moka rappresenta una scelta equilibrata, soprattutto se non esageri con il numero di tazze.

La dose sicura di caffeina per un adulto sano si aggira intorno ai 450 milligrammi al giorno, ovvero circa quattro o cinque tazzine. In gravidanza, invece, si consiglia di non superare i 150-200 milligrammi. Rispettare questi limiti ti permette di godere dei benefici del caffè senza esporsi a rischi inutili per la salute.

Se hai già il colesterolo alto o una predisposizione familiare, puoi parlare con il tuo medico per valutare se limitare le varianti di caffè non filtrato. Ricorda che il benessere generale dipende dall’insieme delle tue abitudini: uno stile di vita sano, una dieta equilibrata e l’attività fisica sono sempre le armi migliori per proteggere il cuore.

In definitiva, il legame tra caffè e rischi per la salute cardiaca è meno netto di quanto si creda. La maggior parte degli studi suggerisce che, se consumato con moderazione e preparato con i metodi giusti, il caffè può essere inserito senza problemi in una dieta sana, continuando a regalarti piacere e vitalità giorno dopo giorno.

Claudia Ferrara

Medico Chirurgo, Specialista in Scienza dell'Alimentazione

Medico Chirurgo iscritta all'Ordine dei Medici di Roma, con specializzazione in Scienza dell'Alimentazione conseguita presso l'Università La Sapienza. Da 12 anni lavora in ambito clinico occupandosi di nutrizione preventiva e patologie metaboliche. Autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate, collabora con ambulatori pubblici e privati per programmi di educazione alimentare.

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